Pubblicità e diritto

Pubblicità e diritto
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La pubblicità è divenuta una delle componenti più rilevanti della società dei consumi e del benessere e tutelarsi risulta oggi fondamentale.

Per le imprese è determinante individuare le specifiche esigenze, scelte e preferenze dei consumatori al fine di posizionare i propri prodotti e servizi sul mercato, distinguerli da quelli dei concorrenti e raggiungere il successo atteso.

A tal proposito, essenziali sono la capacità produttiva e innovatrice, la capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato, il carattere distintivo e la forza persuasiva del marchio, la qualità dei prodotti, nonché la definizione di una strategia di marketing e comunicazione che si dimostri efficace e al passo con le evoluzioni che contraddistinguono il mondo della comunicazione commerciale (una novità è rappresentata, per esempio, dall’influencer marketing).

Coinvolti nella dinamica pubblicitaria vi sono, da una parte, le imprese operanti nel mercato e, dall’altra, il consumatore-destinatario. La pubblicità e, più in generale, le attività promozionali si presentano quali potenti armi nella battaglia competitiva tra le imprese per la conquista del pubblico. Rivendicare una tutela è fondamentale affinché, da un lato, non si pongano in atto comportamenti lesivi dei concorrenti e, dall’altro, il consumatore non venga indotto in errore dalla mancata/deviata informazione.

I tre principi cardine della disciplina giuridica in materia di pubblicità in Italia (Codice di Autodisciplina Pubblicitaria; D.lgs. 145/2007 in materia di pubblicità ingannevole e comparativa; D.lgs. 206/2005, c.d. Codice del Consumo) prevedono, a riguardo, la necessità che la “pubblicità” sia sempre più onesta, veritiera e corretta. Questo non esclude il diritto della pubblicità di sedurre, ma impone di non superare il limite oltre il quale la naturale propensione elogiativa di un messaggio sconfini nell’inganno relativamente alle caratteristiche ed agli effetti del prodotto.

Lo scopo è la trasparenza e l’esigenza di mettere il consumatore nella condizione di riconoscere e decodificare criticamente il messaggio promozionale a lui destinato. In questo senso, la pubblicità può identificarsi quale valido strumento d’informazione a tutela del pubblico e del buon funzionamento del mercato.