Editoriale | ARTE

Passo dal video editing, all’assemblaggio, alla fotografia digitale e alla pittura attraverso l’uso di scanner piani in cui appoggio oggetti mossi. L’immagine piana e congelata è stato il mio primo step verso la produzione di quadri e figure fatte a mano.

La pittura è iniziata versando acquarelli sul vetro o usando pastelli su carta. Dopodiché sono stato intrappolato dalla qualità liquida della pittura su tela. Mi sono spostato verso le composizioni semi-astratte con rimanenze di facce, occhi, bocche, membra che indossano texture piumate con forme subacquee. 

Successivamente apparvero i ritratti. Quei dipinti sono simultaneamente bloccati in pennelli e strati di colore.  Sono prima di tutto ritratti di un dipinto stesso, che tutta via indossa una maschera.
Continuo a lavorare come un pittore astratto, costruendo l’immagine dalla superficie cucita della tela, sbiancata e sfumata con il gesso, levigata irregolarmente, e successivamente giocando con la trasparenza dei colori, spremute, impasti e linee. L’ostacolo più stimolante è tenere il giusto bilancio tra le marcature del collage e le marcature dell’immagine. 

Editoriale | ARTE

Come una melodia a ritmo libero, le fotografie e i colori pop si innestano in una sinfonia di piacere. Ognuna di noi è libera di esprimere sè stessa senza vergogna, senza limiti dettati e senza chiusure emozionali. 

Volti e oggetti diventano altro, usati in maniera quasi onirica, in un viaggio nel profondo della mente, che scalfigge i perché e completa i pensieri. 

Sguardi rivolti a noi stessi, coccolati da una piacevole e irruenta malinconia statica di espressione. Un ritmo scadenzato a piacere, come dita che si muovono sul piano. Ogni nota è diversa, ogni volto è diverso, ogni nota si completa con l’altra, ogni viso esprime l’altro, ci parla anche non guardandoci, ci guarda anche non vedendoci, ci vede anche non toccandoci.

Un capriccio cromatico che compone il diverso. Tra loro si intravedono e si intrecciano storie, parole, emozioni. Da qui, Ad Lìbitum, una serie di battute musicali che come un ritornello possono essere ripetute un numero indeterminato di volte, cosi come sono innumerevoli i volti dell’uomo, e che trae la sua origine quasi sempre da un’ improvvisazione dell’artista. 

Editoriale | FOTOGRAFIA

Makoto nella cultura giapponese significa sincerità. Essere sinceri sopratutto con noi stessi prima che  con gli altri.

E’ quella necessità di agire con autenticità.

Parlare, pensare ed agire essendo coerenti con il proprio ideale.

E’ una presa di coscienza della vita e del rispetto per essa, impegnandosi a ricercarla, comprederla ed amarla. 

Editoriale | ARTE

Durante la realizzazione dei miei lavori metto insieme collage di foto analogiche con la nuova tecnologia. Sempre in cerca di nuovi modi di approcciarsi alla fotografia contemporanea, con la visione di staccarsi dai limiti di essa, attraverso un’estetica più concettuale ed immersiva di cosa è l’immagine oggi.

Editoriale | MODA

Chi sono? Cosa posso diventare? Che ruolo rivesto nella società? 

Auto-presentazione, narcisismo, individualismo, bastone per selfie, dati. 7 miliardi di persone con 7 miliardi di aspettative differenti. 

Quali codici esistono nella società? Come mi adeguo alle aspettative degli altri? Quanto è importante il mio profilo cyborg? Un gioco intrecciato di auto-presentazione, sicurezza e anonimità.

Online/Offline.

Vestita di me stessa, comunicazione esterna, scoprire. Il copro puro in forma nuda. 

Posso essere me stessa? ERRORE.

Pelle come scanner. Le stampe si trasformano in una seconda pelle. 

Editoriale | MODA

Walking in a neighbourhood è un editoriale ispirato all’estetica delle subculture punk di Londra e di quelle raver dei club Berlinesi. 

E’ un progetto dedicato alla stravaganza, spesso scambiata per arroganza, di quei ragazzi che hanno cambiato le regole della moda durante gli anni Sessanta e Settanta e che hanno portato il loro stile ad essere considerato da subcultura ad una vera e propria fonte di ispirazione, non solo nella moda ma anche in altri settori come arte e design. 

Editoriale | ARTE

Il progetto è nato per caso. Stavo giocando con alcune fotografie, ritagliavo e incollavo pezzi da una foto all’altra…

– Germana Stella 

Editoriale | Fotografia

Attraverso lo scatto di un’immagine chiunque può essere in grado di condividere la realtà che si cela dietro il proprio sguardo.

In controtendenza rispetto alla frenesia del mondo moderno, mi soffermo su dettagli perdendomi in un universo tranquillo, a volte malinconico ma pur sempre sincero. 

Editoriale | fotografia

Stiamo vivendo un momento storico di rottura dal quale siamo pronti a rinascere: Neo-Rinascimento.

L’uomo non è più al centro dell’universo, ma parte integrale di esso. 

La tecnologia, attraverso lo studio di ciò che ci circonda, consentirà un’ulteriore evoluzione dell’esperienza umana. Non dobbiamo più chiedere a noi stessi come la realtà possa influenzare il virtuale, ma come il virtuale possa influenzare la realtà. Reale e Virtuale sono ora la stessa cosa. La nostra ispirazione è l’esperienza della vita stessa. 

Editoriale | MODA

«E’ un editoriale che parla di nostalgia degli anni ’90. Gli abiti, lo spazio e le luci, la fotografia analogica, tutto prende ispirazione dagli anni ’90: un’era d’oro in cui vorrei tornare.»

– An Shaoda

Editoriale | Fotografia

«Questo progetto è stato creato lo scorso anno, durante il primo mese di quarantena con mia sorella…»

– Gabriele Rosati

Editoriale | Moda

Una donna si spoglia dalle sovrastrutture. I capi qui rappresentano la vita quotidiana, la società e i pensieri che giornalmente ci buttiamo addosso.
Il percorso di integrazione con la natura e l’accettazione di sé sono la chiave di una bellezza naturale, senza tempo, âgée. Un ritorno alla madre terra, in cui i solchi delle rughe e i toni argento dei capelli si fondono con il paesaggio, diventandone parte armonica, estensione.

Editoriale | FOTOGRAFIA

Dedicata all’arte dell’essere donna e alla sua poetica estetica la campagna di sensibilizzazione che unisce fotografia, arte e consapevolezza, allude a una verità banale espressa tramite lo slogan Gli altri… sono io! Il fiore, diverso per ogni donna, fa da fil rouge tra l’Opera di Luigi Pirandello “L’uomo dal fiore in bocca” e il concetto di femminilità e rinascita. La nudità ha lo scopo di raccontare la donna nella sua intimità che va da un percorso di prevenzione a quello post operazione, fatto di tagli sul corpo e nell’anima. Ma la bellezza c’è, esiste, nonostante tutto, nel corpo e negli occhi delle donne che riescono ad accettare e ad accettarsi, a guardarsi e a riscoprirsi, a ridere di gusto e a custodire un fiore insignificante quanto caro. Questo editoriale vuole essere una testimonianza di vita, d’amore e di coraggio. Che poi cosa c’è di male nel mostrarsi e nel farsi guardare, nell’affrontarsi e nell’affrontare.

*Contenuti sensibili per immagini e temi trattati.