One Ocean Foundation debutta a Milano con Ocean Bar: un progetto tra sostenibilità, mixology e cultura contemporanea del mare. In collab con Ultramarino Bar.
A Milano anche l’aperitivo cambia linguaggio. Non più soltanto rito urbano o esercizio di stile, ma esperienza culturale capace di trasformare la convivialità in consapevolezza. È da questa idea che nasce Ocean Bar, il nuovo progetto firmato One Ocean Foundation insieme a Ultramarino Bar, in programma dal 13 al 18 maggio nel cuore della città.
L’iniziativa porta il mare dentro uno dei codici più identitari della socialità milanese, costruendo un dialogo tra gastronomia, sostenibilità e design dell’esperienza. Per una settimana, Ultramarino Bar diventa infatti uno spazio immersivo in cui ingredienti, atmosfere e narrazione convergono in una riflessione più ampia sul rapporto tra città e oceani.
Il progetto si inserisce nel percorso di One Ocean Foundation, organizzazione impegnata nella tutela degli ecosistemi marini attraverso ricerca scientifica, sensibilizzazione e sviluppo di modelli legati all’economia blu. Ma qui il messaggio evita il tono didascalico: la sostenibilità passa attraverso il gusto, il piacere e la condivisione.


Protagonista dell’esperienza è il menu sviluppato con KelpEat, startup italiana che lavora sulle potenzialità alimentari delle alghe. Ancora marginali nella cultura gastronomica occidentale, questi ingredienti stanno entrando sempre più spesso nella cucina contemporanea grazie alle loro qualità nutrizionali e al basso impatto ambientale. Nel menu di Ocean Bar diventano il punto di partenza per una proposta che unisce ricerca culinaria e immediatezza.
A completare il percorso, una selezione di vini studiata per accompagnare ogni piatto e amplificare la dimensione sensoriale dell’esperienza. Nulla appare casuale: ogni elemento contribuisce a costruire un immaginario coerente, dove il mare non è più semplice ispirazione estetica ma presenza concreta.
In una città che continua a ridefinire i propri codici lifestyle, Ocean Bar intercetta perfettamente una nuova sensibilità contemporanea: quella che vede nel lusso non soltanto esclusività, ma capacità di generare significato, connessioni e impatto culturale.
Più che un pop-up, un manifesto sul modo in cui oggi si possono raccontare sostenibilità e piacere senza rinunciare all’estetica.



