Annapurna presenta la collezione autunno inverno 2026/27: una linea genderless che esplora identità, inclusione e nuova maglieria contemporanea attraverso un linguaggio dark e sofisticato.
C’è una nuova comunità che prende forma nella moda contemporanea. Non ha confini geografici, non riconosce categorie prestabilite e non si lascia definire dalle tradizionali distinzioni di genere.
Annapurna la chiama “People of the Moon” e ne fa il manifesto della collezione autunno inverno 2026/27, un progetto che trasforma la maglieria in uno strumento di espressione culturale e identitaria.
Storica realtà italiana fondata nel 1978 a Prato da Aida Barni e oggi riconosciuta a livello internazionale per l’eccellenza nella lavorazione del cashmere e dei filati nobili, Annapurna continua a distinguersi per una ricerca che coniuga savoir-faire manifatturiero e visione contemporanea. L’intero ciclo produttivo viene ancora realizzato in Italia, elemento che contribuisce a consolidare il posizionamento del marchio nell’universo della maglieria di alta gamma.



Con People of the Moon, il brand intercetta uno dei temi più rilevanti del fashion system contemporaneo: la progressiva dissoluzione delle categorie tradizionali a favore di una moda più fluida e inclusiva. I capi non appartengono a un genere specifico, ma si muovono liberamente attorno al corpo, accompagnandolo anziché definirlo. Le silhouette sono morbide, stratificate, costruite per accogliere diverse interpretazioni personali.
L’estetica della collezione si sviluppa attraverso un immaginario dark, quasi post-industriale, che trova nella materia il proprio linguaggio più autentico. Il nero domina la scena, ma non rimane mai uguale a se stesso: cambia consistenza, profondità e riflessi grazie all’utilizzo di filati differenti. Accanto a lui si sviluppa una scala di grigi che genera movimento visivo, mentre tocchi di bianco interrompono la narrazione con precisione quasi grafica. L’argento, intrecciato alla seta, introduce bagliori controllati che amplificano la dimensione tattile della collezione.



Particolarmente interessante è il trattamento delle superfici. Strappi, irregolarità e finiture apparentemente imperfette non rappresentano una rottura estetica, ma diventano tracce di vissuto, segni di memoria e stratificazione. Un approccio che richiama quella sensibilità contemporanea che vede nell’imperfezione un valore e nella materia una forma di racconto.
In un momento in cui la maglieria sta vivendo una nuova centralità nel guardaroba internazionale, Annapurna sceglie di allontanarsi dalle logiche della tendenza per costruire una visione più profonda.
People of the Moon non è semplicemente una collezione, ma la rappresentazione di una comunità che si riconosce attraverso dettagli, gesti e attitudini condivise. Una moda che non cerca appartenenza, ma libertà.


