Piove Ancora

Piove Ancora

Dopo il successo del suo primo album d’esordio Silent Bob, assieme a Sick Budd, presentano il suo nuovo disco Piove Ancora. 15 nuove tracks in cui l’artista racconta una dimensione ancora più interiore, una sensazione ciclica che ritorna: Piove ancora, ma non tutto il tempo.

Silent Bob e Sick Budd. Voi avete un rapporto di stima reciproca, siete amici prima che artisti che collaborano. Come vi siete conosciuti?

Sick Budd: È un rapporto nato essenzialmente per necessità lavorativa che poi è diventato una passione, un obiettivo comune. Piano piano questo legame è diventato sempre più forte perchè capivamo che anche a livello musicale volevamo andare nella stessa direzione, distinguendoci dalla massa.

Come nascono le vostre produzioni, avete un metodo preciso?

Sick Budd: No, seguiamo molto l’ispirazione. Decidiamo in quale direzione procedere lavorando da zero.

Piove Ancora è un progetto molto importante per voi. Come nasce e perché proprio questo titolo?

Silent Bob: Piove ancora è anche uno stato più interno, un’ansia perenne di cui racconto molto nel disco. Parlarne, tirarlo fuori mi ha sempre aiutato. Questo titolo nasce, quindi, durante il lockdown e rappresenta ciò che esso ha comportato, ma anche da una personale sensazione introspettiva.

Questo ultimo disco è il simbolo della ripartenza, nonostante già Piano B vi avesse dato una buona visibilità. Vi aspettavate questo tipo di riscontro?

Silent Bob: Noi abbiamo lavorato a questo progetto così come anche a Piano B, che appunto è andato molto bene, senza pretese. Volevamo solo dire e fare quello che piace a noi al 110%, essere più naturali possibili sia per la produzione, sia a livello di scrittura, senza troppi filtri e con le nostre idee senza farci guidare dai trend. Non ci aspettavamo tutto questo interesse da parte del pubblico, come è poi successo e ne siamo contentissimi.

L’album contiene sfumature di diversi generi musicali che creano un sound un po’ particolare con una radice all’underground rap. In che direzione volete andare?

Sick Budd: Siamo partiti da diversi generi che ci stanno a cuore, che ascoltiamo tutti i giorni: jazz, blues, rap anni 90 e li abbiamo mischiati per renderli ancora più attuali. Abbiamo cercato di creare un sound che ci permettesse di essere unici e originali, con una visione nel 2021, ma con sempre alle spalle quello che è il nostro background artistico.

Avete ricevuto messaggi di stima da parte di molti artisti della scena musicale. Come è stato collaborare con alcuni di loro?

Silent Bob: Emis Killa è una persona che stimo molto. Collaborare con lui è stato l’apice. Gli piaceva la nostra musica e secondo lui Pioggia era la traccia che segnava la direzione da prendere nel disco. Dovevamo siglarla con lui e infatti ha creato una strofa pazzesca. Con Drast, che non si abbina facilmente al nostro stile, siamo riusciti a trovare un equilibrio tra il suo mondo più rilassato al mio che è più duro. Poi c’è Speranza, un mio grande amico da sempre e con cui volevo fare qualcosa.

Questo disco sarebbe esistito senza la pandemia?

Silent Bob: Sicuramente senza pandemia non sarebbe uscito un album del genere, anche perché avremmo vissuto molto di più l’uscita di Piano B con i live e sarebbe stato tutto molto più frenetico. Il lockdown mi ha costretto in una stanza a riflettere su quello che avevo in mente e sul cercare di capire chi sono.

Silent Bob, cè stato un periodo in cui non riuscivi ad esprimere ciò che realmente volevi dire?

Silent Bob: C’è stato, perché il successo di Piano B ha creato delle aspettative. All’inizio l’approccio alla scrittura del nostro ultimo disco è stato difficile, specie per me che utilizzo la musica come autoterapia. Scrivevo cose che poi buttavo fuori, ma alla fine ho capito che quello non era l’approccio giusto mi sono preso un momento per guardami dentro e capire come dire quello che volevo dire. Da lì in poi è stato tutto naturale.

La tua penna è autentica, a tratti nuda e cruda. Una rabbia che sembra pronta a esplodere. Questa rabbia di cosa è frutto?

Silent Bob: Quando scrivo mi chiudo un pò in me stesso, scrivo un flusso che poi generalmente non ritocco. Forse proprio perchè vado così dritto al punto risulta tutto rabbioso, ma è una sensazione realmente positiva, che mi serve. Io parlo tanto dei problemi che vedo e delle cose che non mi piacciono; li tiro fuori e poi la rabbia mi aiuta ad andarci di petto, invece di lasciare che tutto questo mi soffochi.

Il tuo disco si chiama Piove Ancora, ma secondo te può piovere sempre?

Silent Bob: In realtà questo piovere è una cosa che torna molto nella mia vita, ci sono dei periodi tranquilli dove sono sereno, ma c’è anche un po’ di ansia nel sapere che questi momenti finiscono. Per come sono adesso questo aspetto sarà una cosa ciclica, è parte del mio essere.