Displaced

Displaced

La Fondazione MAST di Bologna presenta Displaced, la prima mostra antologica del celebre fotografo Irlandese Richard Mosse, dove l‘invisibile si mostra all’ordinario.

Giovane fotografo irlandese documentarista concettualista, Richard Mosse ha sottolineato la sua grande arte realizzando fotografie ritraenti la guerra nella Repubblica Democratica del Congo orientale utilizzando una pellicola a infrarossi a colori con la quale è riuscito a creare una nuova prospettiva sul conflitto.

77 le fotografie esposte in grande formato, due suggestive videoinstallazioni e altre due significative opere video: un viaggio tra quella che può essere definita la fotografia documentaria e l’arte contemporanea, dove il tema principale demarca le tematiche delle Migrazioni, dei Conflitti e del Cambiamento Climatico.

Richard Mosse crede fermamente nella potenza intrinseca dell’immagine, ma di regola rinuncia a scattare le classiche foto iconiche legate a un evento. Preferisce piuttosto rendere conto delle circostanze, del contesto, mettere ciò che precede e ciò che segue al centro della sua riflessione. Le sue fotografie non mostrano il conflitto, la battaglia, l’attraversamento del confine, in altri termini il momento culminante, ma il mondo che segue la nascita e la catastrofe. L’artista vuole sovvertire le convenzionali narrazioni mediatiche attraverso nuove tecnologie, spesso di derivazione militare, proprio per scardinare i criteri rappresentativi della fotografia di guerra.

sottolienea il curtore della mostra Urs Stahel

I primi scatti effettuati in Bosnia, in Kosovo, nella Striscia di Gaza, lungo la frontiera fra Messico e Stati Uniti, sono caratterizzati dall’assenza quasi totale delle figure umane, dove il conflitto, la battaglia, l’attraversamento del confine fanno da sfondo al mondo che segue la catastrofe. Immagini emblematiche di distruzione, sconfitta e collasso dei sistemi: l’aftermath photography, la fotografia dell’indomani.

Proseguendo l’installazione si passa agli scatti di Infra, dove vengono immortalate le zone della Repubblica  Democratica del Congo una delle aree più ricche dell’intero continente africano. La particolarità di questi scatti si denota dall’utilizzo della pellicola Kodak Aerochrome, che grazie alla sua sensibilità ai raggi infrarossi registra la clorofilla presente nella vegetazione rendendo visibili l’invisibile, trasformando gli scatti in splendidi  paesaggi surreali dai toni del rosa e del rosso.

Altrettanto impattante la serie Ultra, dove grazie alla tecnica della fluorescenza UV i colori della natura, creano uno spettacolare vortice di colori fluorescenti e scintillanti dall’aspetto pirotecnico.

Le grandi video installazioni di The Enclave, Grid e Quick raccontano le tematiche più care a Richard Mosse, ricostruendo a pieno la genesi della sua continua ricerca.