Boredom Ravers

Boredom Ravers

Nato durante un viaggio in Sardegna nell’estate del 2020, il marchio di Cecilia Bortolazzi si muove tra scelte quotidiane di consapevolezza e sostenibilità ambientale.

Boredom Ravers è il giovane brand indipendente, un progetto inclusivo, intimo e personale, che si nutre dell’energia sovversiva dei raver anni 90 per veicolare istanze sociali urgenti.

L’entroterra sardo cela una ricchezza archetipica, ancestrale ed energica, capace di scardinare tutte le certezze che puoi avere. Volevo dare un nome ed una forma ad un’intenzione. E lì l’ho trovata. Sono attratta e appassionata della sottocultura rave e credo che questa abbia radicalmente contaminato il tessuto sociale di messaggi di liberazione ed inclusività. Ed è proprio questo ciò che intendo fare attraverso i vestiti: raccontare storie e divulgare messaggi urgenti, ma con spontaneità. Seguire e rispettare le orme di chi ci ha preceduto, creando un progetto che permetta alle generazioni contemporanee e future di vestire consapevolezza.

Cecilia Bortolazzi, designer di Boredom Ravers

La designer vuole comunicare il suo personalissimo messaggio, che combina influenze culturali e codici estetici, progettando le collezioni in chiave genderless, ma allo stesso tempo interrogandosi su processi produttivi che rispettino l’ambiente, seguendo attentamente i ritmi lenti di una produzione circolare.

Tutti i tessuti, provengono da dead stock di aziende italiane (venete e lombarde) e vengono utilizzati come seconda pelle, valorizzando ogni body shape. La grafica si muove attraverso immagini retrò e provocazioni, per diffondere messaggi dirompenti.

L’ultima capsule per la Fall-Winter 2021 dal nome SBATTITI FATTI CREPA ha le idee molto chiare: la sua missione è quella di raccontare l’abbigliamento come forma di manifestazione individuale necessaria su cui lavorare ogni giorno.

La collezione è composta da top, gonne, minigonne e pantaloni stampati che vengono utilizzati in silhouette giovani e fresche, vedendo come protagoniste le stampe “BE THE SOUND NOT THE ECHO” e definendo un dittico tra foto e grafica.

Siamo la somma delle persone che ci circondano e le nostre connessioni sono diverse in termini di vocazione, età, interessi e altro. E’ la provocazione che urla che oggi dobbiamo solo essere coraggiosi e difendere i nostri diritti, la bellezza e l’autenticità.

Cecilia Bortolazzi